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23 DICEMBRE

Ultimo appuntamento dell'anno 2015 con la Professoressa Anna Contadini che ha tenuto  la conferenza:"Da Federico II al Rinascimento - Arte Islamica in Italia".

La Professoressa Contadini. attualmente Professore Ordinario di Storia dell'Arte Islamica presso la School of Oriental and African Studies ( S.O.A.S. ) della Università di Londra, ha illustrato le manifestazioni artistiche Islamiche nel nostro Paese, sia nel periodo della occupazione islamica della Sicilia, sia successivamente anche per il tramite dei commerci e degli stretti rapporti intrattenuti con il mondo orientale dalle Repubbliche Marinare.

La manifestazione è stata completata da alcuni non facili brani musicali di Claude Debussy  e Isaac Albeniz interpretati con maestria al pianoforte da Claudia Contadini - Wright, figlia della Relatrice.

In Photogallery - Eventi 2015 - le foto della manifestazione

20 DICEMBRE

Si è conclusa con grande successo la manifestazione "Le orme del tempo. L'eredità di Federico II".

Brillante conduttore della manifestazione è stato il noto attore e regista jesino Dante Ricci che ha dato tra  l'altro vita ad alcuni brevi e divertenti intermezzi con l'interprete dialettale Mugia Bellegamba.

Momento centrale della manifestazione è stata la presentazione di  cinque tesi di laurea redatte da laureandi di Università italiane, francesi e spagnole su argomenti attinenti la figura ed il mondo dell'Imperatore Federico II.

La prima tesi ad essere presentata è stata quella redatta, dall'unico assente alla Manifestazione Geoffroy Allaix dell'Università Parigi 3 Sorbonne Nouvelle dal titolo "Les representations de Frederic II dans le Sud de l'Italie: entre mythe et réalitè ",relatore la Professoressa Veronique Abbruzzetti.

Dante Ricci ha brevemente provveduto a riassumere i punti salienti del lavoro.

Successivamente la dottoressa Irene Piserchia della Università degli Studi di Macerata -Dipartimento di Scienze della Formazione, dei Beni Culturali e del Turismo- ha sinteticamente illustrato la sua tesi di laurea, Relatore il Professor Francesco Pirani, dal titolo "Federico II a Jesi tra passato e presente.Memoria, immagini, risorse" il cui contenuto si sostanzia in un invito alla Città natale dell'Imperatore ad intuire la potenzialità in campo culturale e turistico di un personaggio così importante.

Il dottor Federico Maria Balestra dell'Università  "Alma Mater Studiorum" di Bologna - Scuola di lettere e Beni Culturali, Corso di Laurea in Storia - ha presentato la tesi :"La Fondazione Federico II e le sue Tabulae",Relatore la Professoressa Anna Laura Trombetti  Budriesi, peraltro presente alla Manifestazione.

Il dottor Balestra con il suo lavoro ha sostenuto come la ricerca storica sia uno strumento strategico per l'arricchimento di contenuti e la comprensione del presente.

La dottoressa Miriam Sanchez-Cabezudo-Guzman della Universidad San Pablo di Madrid - Facultad de Humanidades y ciencias de la comunication, Departamento de Historia e Historia del Arte, ha riassunto la sua tesi di laurea, relatore la Professoressa  Maria Rodriguez Velasco, dal titolo : "La imagen imperial de Federico II en los frescos y en las miniaturas".

Nel suo lavoro la dottoressa Sanchez Cabezudo Guzman ha utilizzato lo studio delle fonti iconografiche normanne e sveve come "chiave interpretativa della storia al pari delle fonti documentarie e letterarie".

Infine il dottor Giovanni Collamati della Università la Sapienza di Roma - Facoltà di Lettere e Filosofia, Corso di laurea in Storia, Antropologia e Religioni, ha presentato la sua tesi di laurea, Relatore la Professoressa Lidia Capo, dal titolo " Alfonso X° di Castiglia ed il progetto imperiale".

Il dottor Collamati nel delineare la figura di Alfonso X°, uno dei personaggi più affascinanti della storia spagnola, ha rappresentato nella sua tesi il tentativo del Sovrano, nipote di Federico I Barbarossa, di inseguire il sogno imperiale degli Hohenstaufen.

Nel corso della Manifestazione i giovani alunni della Scuola Musicale G.B.Pergolesi di Jesi, Tommaso Scarponi al Violino ed Andrea Paladini al pianoforte,  hanno eseguito alcuni brani musicali.

Infine, a conclusione del pomeriggio il gruppo cabarettistico degli Onafifetti accompagnato al pianoforte dal Maestro Marta Tacconi ha eseguito il divertente spettacolo "Il ritorno di Federico", ipotizzando un ritorno del Sovrano svevo nella sua Città natale.

La Manifestazione è stata resa possibile con il supporto della Banca Fideuram e del dottor Gabriele Cerioni, Private Banker dell'Istituto.

In Photogallery - Eventi 2015 - le immagini della Manifestazione

5 DICEMBRE

Grande interesse ha suscitato la presentazione da parte del Professor Gilberto Piccinini del volume di Sandro Scoccianti su " La causa Aesina collectarum".

Un pubblico competente e numerosissimo ha affollato il salone delle conferenze della Fondazione seguendo con grande attenzione la relazione dell'Autore.

Erano presenti. oltre ai Soci della deputazione di Storia Patria per le Marche e della Fondazione Federico II, anche numerosi esponenti del mondo culturale, non solo jesino.

Molti sono stati gli episodi e gli aneddoti, anche marginalmente collegati con l'argomento principale del volume, che hanno destato l'interesse e la curiosità degli intervenuti; dall'episodio della mutilazione della zampa del leone rampante rappresentato nello stemma cittadino, alla curiosa vertenza, ancor oggi irrisolta della sistemazione di una statua rappresentante la Madonna di Loreto sul Palazzo Municipale.

Il lavoro del dottor Scoccianti. oltre a fare luce su una vicenda tributaria che per circa quattrocento anni ha opposto la Città di Jesi ai suoi "Castelli", offre nelle puntuali annotazioni spunti di approfondimento su tanti aspetti che hanno caratterizzato la vita del territorio, costituendo una vera "miniera" da cui estrarre nuovi  ed interessanti argomenti  meritevoli di ulteriori indagini.

Assai  interessanti le immagini a corredo del volume, tra cui un disegno a penna del 1667 rappresentante il Palazzo Priorale ed altro raro disegno a penna del panorama di Jesi risalente al XVIII° secolo.

In "Photogallery - Eventi 2015" le immagine dell'avvenimento

21 NOVEMBRE

Interessantissimo incontro quello di sabato pomeriggio con il giornalista e scrittore Pino Scaccia presso la sede della Fondazione in Jesi.

L'incontro con il giornalista ha concluso il ciclo di conferenze  che ha fatto da filo conduttore dell'anno sociale sui passati e nuovi conflitti e che ha visto come relatori per i conflitti attuali alcuni dei nomi più in vista ed impegnati del giornalismo italiano: Fausto Biloslavo, Lucia Goracci, Asmae Dachan e Laura Tangherlini .

Pino Scaccia nel corso del suo intervento non si è soffermato soltanto sul tema della conferenza "Kabul una città che non c'è - Rapporto sull'Afghanistan" che è anche il titolo di un suo libro, ma  ha anche illustrato le sue numerose esperienze di cronista o meglio di "testimone", come ama definirsi, del mondo attuale e delle sue complesse vicende.

Molto interessante, tra le altre, la sua testimonianza sulla vicenda del sequestro del piccolo Farouk Kassam che gli è valso il prestigioso riconoscimento di "Cronista dell'anno".

L'incontro, condotto con grande perizia ed esperienza dal giornalista jesino  Giovanni Filosa, ha risposto pienamente alle attese e contribuito a meglio comprendere alcune delle vicende più complesse degli ultimi tempi.

In "Photogallery - Eventi 2015"  le foto della manifestazione.

7 NOVEMBRE

Sabato 7 novembre una Delegazione della Pro-Loco di Lagopesole ha partecipato nella sede della Fondazione l'esperienza maturata con la realizzazione, nel Castello Normanno-Svevo di quella località della Basilicata, del Museo virtuale sul "Mondo di Federico II".

Dalla testimonianza della Delegazione si è potuto constatare come la realizzazione di un museo virtuale, se posata su solide basi culturali e comunicative può costituire un potente volano per la conoscenza del territorio e per la sua valorizzazione anche in chiave turistica.

L'incontro è stato particolarmente interessante in relazione alla prossima istituzione in Jesi di un Museo virtuale incentrato sulla figura dell'Imperatore Federico II, per le ricadute che l'iniziativa potrebbe aver sul comprensorio jesino.

In "Photogallery - Eventi 2015" le immagini dell'incontro

30 OTTOBRE

Venerdì 30 ottobre la professoressa Allì Caracciolo,. docente di Storia del Teatro presso l'Università di Macerata, ha tenuto l'attesa conferenza:"La povertà non è una virtù. L'eredità di Francesco d'Assisi tra Saramago e Fo".

Il pubblico intervenuto ha seguito con grande interesse la relazione della professoressa Caracciolo che ha tratteggiato l'inedito aspetto della figura del Santo nella libera interpretazione teatrale  dei due premi nobel per la letteratura Saramago e Fo.

Al termine dell'incontro si è proceduto, presso la sede della Fondazione Cassa Risparmio di Jesi alla chiusura dlla Mostra " San Francesco tra Cielo e Terra", realizzata con opere ispirate alla vita del Santo dagli Alunni e Professori del Liceo Artistico E. Mannucci di Jesi.

In Photogallery - Eventi 2015 le foto della Conferenza.

17  OTTOBRE

Grande successo  ha riscosso la conferenza della Professoressa Chiara Frugoni su "Chiara e Francesco negli affreschi della Basilica Superiore di Assisi".

La Professoressa Frugoni, con argomentazioni chiare e coerenti. ha dato una interpretazione degli affreschi della Basilica di Assisi del tutto originale, che in parte si discosta da quella generalmente diffusa.

Il qualificato pubblico presente in sala ha seguito con grande interesse la relazione intervenendo, al termine della stessa, con quesiti e chiarimenti.

Successivamente sono stati presentati i professori e gli alunni del Liceo Artistico Edgardo Mannucci di Jesi che hanno allestito presso la Quadreria della Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi la Mostra "San Francesco fra cielo e terra" con opere realizzate all'interno dell'Istituto scolastico.

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3 OTTOBRE

Sabato 3 ottobre ha avuto luogo presso la sede della Fondazione in Jesi, la conferenza sulla battaglia di Bouvines tenuta dal Professor Laurent Vissière, Docente di Storia Medievale presso l'Università della Sorbonne di Parigi ed Autore di numerosi studi e pubblicazioni.

Il Relatore ha illustrato ad un uditorio attento e competente, gli antefatti dello scontro, il suo svolgimento e, soprattutto, le sue conseguenze politiche ed istituzionali.

Come è noto, infatti, parte dell'attuale assetto europeo è diretta conseguenza di quella battaglia

In  Photogallery - Eventi 2015 -  le immagini della conferenza

19 SETTEMBRE

Sabato 19 settembre presso la sede della Fondazione si è tenuto l'atteso incontro sulla crisi Siriana: "Siria, la tragedia del Paese dei gelsomini" che ha visto come protagoniste e testimoni della tragedia siriana due giornaliste particolarmente preparate Laura Tangherlini ed Asmae Dachan.

L'incontro, moderato dal bravo e simpatico giornalista jesino Giovanni Filosa, ha reso partecipi gli intervenuti delle conseguenze umane e sociali della tragedia siriana in questi giorni agli onori della cronaca anche per i riflessi sul territorio europeo della disperata fuga dai territori investiti dalla guerra.

Nell'occasione la giornalista Laura Tangherlini ha presentato il suo volume sulla situazione: " Libano nel baratro della crisi siriana" di grande attualità.

Nel corso dell'incontro sono state proiettate immagini inedite ed assai toccanti dello scontro siriano e dei suoi drammatici riflessi sulla popolazione.

In  Photogallery - Eventi 2015 -  le immagini della conferenza

30 AGOSTO

La  Gesellschaft für staufische Geschichte e. V di Göppingen,  Associazione   del   Baden-Württemberg che si occupa dello studio  degli Svevi e delle loro vicende storiche, dal 26 agosto al 2 settembre ha organizzato un viaggio di studio che ha visto nelle Marche  e nelle testimonianze dell'arte romanica i punti salienti della visita.

Il viaggio di studio ha previsto soste e visite alle Città di Bologna, Fano, Macerata, Ascoli Piceno, Ancona, Jesi, Fonte Avellana, Urbino e  Gradara.

Nel pomeriggio di  Domenica 30 agosto il gruppo ha visitato la Città di Jesi soffermandosi,  in particolare , nella Pinacoteca di Palazzo Pianetti e nelle visite di Palazzo Colocci-Vespucci e di Palazzo Bisaccioni sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi.

Dopo una breve sosta presso la nostra Fondazione con la quale da tempo sono in essere rapporti di collaborazione e di amicizia, la delegazione di Göppingen, prima di riprendere il viaggio, si è soffermata presso il monumento dedicato all'Imperatore Federico II.

In Photogallery - Eventi 2015 - le foto dell'incontro

17 SETTEMBRE

Articolo tratto da Qdm Notizie – Ricreare un ambiente che ti porta lontano nei secoli, a mille anni fa, non è semplice. Occorrono competenza, passione e quel pizzico di follia che ti permette di organizzare tutto al meglio, anche in tempi ristretti. E l’appuntamento «A cena con Hildegarda», curato dalla Fondazione Federico II di Hohenstaufen, non ha deluso le attese. Anzi. Nelle suggestive sale di palazzo Baldeschi Balleani, che si affaccia proprio nella piazza che porta il nome dell’imperatore jesino, la serata intrisa di atmosfere hildegardiane, a cura di Maria Teresa Santarelli,  è scivolata via addirittura troppo veloce per l’interesse e la piacevolezza dello stare lì che ha suscitato.

L’appuntamento era per il 17 settembre, in sincronia con il dies natalis (che sarebbe il giorno della morte, il 17-9-1179) della santa, dottore della chiesa, scienziata, erborista con profonda cultura medica, guaritrice, mistica, linguista, poetessa, compositrice di melodie, Hildegarda di Bingen, religiosa benedettina, definita «la più grande testa femminile del XII secolo».

La Fondazione ha voluto rendere omaggio alla figura di questa donna dal multiforme ingegno che, caso più unico che raro all’epoca, ricevette confidenze e diede consigli a papi, cardinali, vescovi, insigni religiosi (Bernardo di Chiaravalle), re e imperatori (Federico Barbarossa). E che attirò, nel corso della sua lunga vita (81 anni), grazie al suo carisma, tantissime persone bisognose di cure mediche o di una guida spirituale.

La cena hildergardiana non è stata, dunque, soltanto un intercalare di portate dagli antichi sapori, esaltati dallo chef Gilbert Casaburi e da Sogni di zucchero, ma un itinerario nello spazio e nel tempo scandito dalle melodie interpretate da Maria Elisabetta Santarelli, dal viaggio intorno alle pietre curative (l’odierna cristalloterapia), accompagnati da Diana Maria Rosati e dagli interventi di Franca Tacconi, vice presidente e direttrice del centro studi della Fondazione, scanditi con il consueto, appassionato, rigore storico-cientifico. E le interpreti, le consorelle del monastero di Rupertsberg, vestivano tutte l’elegante abbigliamento dell’epoca.

Figura eclettica, Hildegarda di Bingen è ritornata, per una sera, a parlarci di lei, della sua vita, del suo pensiero moderno, dei suoi molteplici interessi e delle sue pratiche. Che ancora oggi ritroviamo, in parte, attuali. Come fossero figlie del nostro tempo.

(Pino Nardella)

7 GIUGNO

Domenica 7 giugno Lucia Goracci, la nota giornalista ed inviata di RAI News 24, ha tenuto presso la sede della Fondazione in Jesi, l'atteso incontro "Racconti di guerra, Dialoghi di pace".

Lucia Goracci, in modo diretto e spigliato ha raccontato e condiviso con i presenti le sue esperienze nei vari teatri internazionali di crisi,  vissute quale inviata di una testata giornalistica.

Dai suoi racconti sono emerse verità che non sempre trovano spazio nei resoconti ufficiali.

Le testimonianze emerse nell'incontro e recepite con grande interesse dai presenti hanno contribuito a chiarire alcuni punti della confusa situazione internazionale.

A corredo dell'incontro il Maestro Sara Bonci, con la consueta maestria ha interpretato al pianoforte alcuni noti brani musicali tratti da opere di L.V.  Beethoven, R. Schumann e F.  Liszt.

In Photogallery Eventi 2015 le foto della Manifestazione

6 GIUGNO

Sabato 6 giugno grandissimo successo di pubblico per la manifestazione turistico-culturale “Dalla Città di Federico II” giunta alla XVIII edizione e organizzata dal C.J.M.A.E. (Club Jesino Moto Auto d’Epoca) alla quale la Fondazione, come l’anno scorso, ha dato il suo contributo culturale.

Tantissime stupende auto d’epoca, accolte da un’esibizione degli sbandieratori e tamburini del “Palio di San Floriano”, si sono radunate in Piazza della Repubblica, poi il corteo degli sbandieratori e dei tamburini ha accompagnato gli automobilisti, provenienti da tutta Italia, presso la sede della nostra Fondazione per ascoltare la conferenza tenuta dalla Dr.ssa Franca Tacconi, Direttrice del Centro Studi, dal tema “Federico II a 800 anni dalla sua incoronazione”.

La Dott.ssa Tacconi ha parlato delle quattro incoronazioni di Federico II: la prima a Re di Sicilia nel 1198 a 4 anni dopo la morte del padre a Palermo, la seconda nel 1215 a Magonza Rex romanorum di Germania, nel 1220 a Roma incoronato Imperatore dal Papa, infine l’ultima nel 1229  re di Gerusalemme nella Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme. Dopo l’interessante conferenza, il numeroso pubblico, accompagnato da una guida dell’Associazione Archeo club di Jesi, ha visitato i mosaici della Chiesa di San Pietro Apostolo e le antiche mura medievali della città.

A conclusione della serata una passerella delle auto storiche in Piazza della Repubblica.

24 MAGGIO

Domenica 24 maggio presso la sede della Fondazione in Jesi è stata ricordata la figura e l'opera di Mario Bernabò Silorata, scomparso il 25 novembre del 2013.

Mario Bernabò Silorata è stato un importante punto di riferimento per la Fondazione   con la quale ha collaborato per molti anni.

La sua personalità eclettica  di scrittore, saggista e traduttore è stata ricordata dal professor Marco Montori,  che gli è stato vicino per lungo tempo, e dal professor  Antonio Ramini che ne hanno delineato i caratteri salienti anche attraverso il racconto di alcuni divertenti episodi legati alla sua attività.

La dott.ssa Franca Tacconi, Direttrice del Centro studi della Fondazione, ne ha completato la rappresentazione attraverso la recitazione di alcune sue delicate composizioni poetiche.

L'incontro è stato corredato con l'ascolto della soprano Margherita Hibel che, accompagnata al pianoforte dal Maestro Silvia Ercolani ha rappresentato alcuni brani musicali di Ernesto De Curtis, Riziero Ortolani, Franz Lehar, Giacomo Puccini e Giuseppe Verdi.

Dopo la conclusione della manifestazione nella sede della Fondazione, è stata effettuata un visita alla Mostra "Francesco d'Assisi la povertà ricreata", allestita presso la Chiesa di san Bernardo.

21 APRILE

Interessantissimo l'incontro con il giornalista Fausto Biloslavo e la sua testimonianza di prima mano  sui luoghi più "caldi" del pianeta, sulle guerre in atto, sui loro retroscena e sui futuri, probabili sviluppi.

L'incontro è stato completato con brevi filmati ripresi dalle prime linee.

Allarmante la testimonianza sulla minaccia terroristica, ben più vicina ai nostri confini di quanto possa immaginarsi.

Biloslavo ha drammaticamente testimoniato anche con documentazione fotografica la presenza del terrorismo salafita nella vicina Bosnia, ove il predicatore Bilal Bosnic, recentemente arrestato dalle autorità bosniache per incitamento e reclutamento alla guerra santa, aveva acquistato nell'area di Bosanska Bojina a circa un chilometro dallo sguarnito confine europeo della Croazia un appezzamento di terreno di circa 8 ettari da destinare ad un centro di preghiera salafita.

Ancor più sconvolgente che l'acquisto sia stato realizzato attraverso un finanziamento di oltre 200.000 dollari pervenuto da un ignoto benefattore del Qatar.

L'incontro, di grande attualità, ha aperto una inedita finestra sui riflessi nel mondo occidentale dei numerosi  teatri di guerra sparsi nel mondo.

In Photogallery  le foto del pomeriggio.

8 APRILE

Grande successo di pubblico per la conferenza tenuta dal Professore Antonio Ramini mercoledì 8 aprile dal titolo Il personaggio di San Francesco nella poesia di Dante.

Conferenza che si colloca all’interno del progetto “Francesco D’Assisi la povertà ricreante” avviato il 4 marzo con la conferenza della Professoressa Rosa Albino Lo spazio dell’umiltà: sguardi sull’architettura dell’Ordine Francescano in Italia centrale tenutasi in Pinacoteca e che si concluderà con una mostra degli studenti del Liceo Artistico E. Mannucci di Jesi dal 16 al 24 maggio nella Chiesa di San Bernardo.

Il Prof. Ramini ha sottolineato come diversamente da quanto accade per la maggior parte dei suoi personaggi della Commedia, Dante non incontra direttamente l’anima di San Francesco nel luogo ultraterreno assegnatole dal giudizio divino, ma ne fa tessere l’elogio da San Tommaso d’Aquino così come nel canto successivo sarà San Bonaventura da Bagnoregio, francescano, teologo, mistico, autore della Leggenda maggiore, una delle fonti più diffuse per la conoscenza della vita di San Francesco, ad elogiare San Domenico, il santo spagnolo fondatore dell’Ordine che da lui prese il nome. Con questo scambio di “cortesie” Dante ha inteso evidenziare il decadimento morale dei due ordini monastici  giunti, all'epoca, anche a combattersi tra loro.

Il Prof. Ramini ha indagato le varie fonti di cui Dante si è servito per costruire l’elogio del Santo assisiate che si era spento 39 anni prima della nascita del Poeta.

A conclusione di un’attenta analisi stilistica del canto di San Francesco, il Santo non è apparso come il poverello, ma il “grande” della povertà, amante fedele della sua sposa: Madonna Povertà.

Il pomeriggio è stato allietato dalla musica del giovanissimo Manfredi Rotondi che, al violoncello, ha eseguito  alcuni brani di Johann Sebastian Bach.

28 MARZO

Sabato 28 marzo un ristretto numero di soci e simpatizzanti ha partecipato presso la sede della Fondazione ad una originale rappresentazione scenica realizzata dalla Compagnia Teatranti Indipendenti avente  per oggetto una congiura ordita all'interno della Famiglia degli Hohenstaufen  e culminata con l'uccisione di Enrico VII, il figlio ribelle dell'Imperatore Federico II.

La vicenda rappresentata ,soltanto in parte è stata supportata dalle vicende storiche, ma si è articolata liberamente in un interattivo rapporto con gli spettatori  che sono stati chiamati a risolvere l'intrigo ricercando i responsabili dell'omicidio, il movente e l'arma con la quale è stato commesso il reato.

La rappresentazione svoltasi negli intervalli di una cena( .....reale!) è stata simpaticamente interpretata dagli attori: Niccolò Capilupo, Andrea Rango, Nicholas De Albuchierre, Valeria Vichi, Andrea Zingaretti,  Raffaella Fiorentini e Sissi Lupini.

In "Photogallery Eventi 2015" le foto della rappresentazione.

21 MARZO

Il Professor Giancarlo Andenna, Accademico dei Lincei e Direttore del Centro per lo Studio degli insediamenti monastici europei,  ha tenuto nella sede della Fondazione il programmato incontro sulla situazione della Penisola alla vigilia della battaglia di Legnano, che vide soccombere l'Imperatore svevo Federico I "Barbarossa"  nella lotta contro i Comuni, e sul momento successivo con il temporaneo componimento del contrasto avvenuto  nella cosiddetta "Pace di Venezia".

Nel corso dell'incontro il professor Andenna ha anche sottolineato le motivazioni economiche e politiche alla base del contrasto tra Impero, Papato  e Comuni del Nord - Italia rientranti nella sfera di influenza del   Comune di Milano.

Particolare attenzione è stata posta alla relazione degli avvenimenti proveniente dalle "cronache" del salernitano Romualdo Guarna che prese parte, in qualità di plenipotenziario del Re di Sicilia Guglielmo II alla Pace di Venezia.

Il giovanissimo M° Sara Bonci ha poi contribuito ad arricchire il momento culturale con la rappresentazione al Pianoforte di alcuni brani musicali tratti da opere di Busoni, Tschaikowsky, Chopin, Liszt e Fischer.

In "Photogallery  Eventi 2015" alcune immagini dell'incontro

22 FEBBRAIO

Il 22 febbraio 2015 si è tenuta la Assemblea dei Soci Fondatori della Fondazione Federico II Hohenstaufen.

L'Assemblea dei Soci risponde al dettato dell'articolo 8 dello Statuto che prevede la convocazione in via ordinaria del massimo organo della Fondazione "almeno una volta all'anno".

Sono stati discussi i seguenti argomenti all'ordine del giorno:  1)La cooptazione dei nuovi soci 2) La approvazione del Programma delle attività e del Bilancio per il 2015  3) La approvazione del Conto Consuntivo 2014  4)  La determinazione delle quote associative per l'anno 2015  5)La determinazione dell'indirizzo generale delle attività della Fondazione 6) La cancellazione  dei Soci 7) L'aggiornamento dell'Albo dei Soci  8) Il Bando del Premio Internazionale Letterario Federico II.

Come consuetudine l'Assemblea si è svolta in una località della Regione che presenta particolari caratteristiche sotto l'aspetto storico e monumentale, così da abbinare al momento istituzionale una occasione di visita e di studio del Territorio, e promuovere un  momento di socializzazione tra i componenti della Fondazione.

Per lo svolgimento della  Assemblea  2015 è stata prescelta la Città di San Severino Marche nella Provincia di Macerata.

Dopo una visita alla parte medievale della Città nel suggestivo Borgo Vecchio, tra il Duomo Antico e la monumentale Torre degli Smeducci , i Soci si sono trasferiti nella duecentesca Piazza del Popolo per tenere nella Sala degli Stemmi del Municipio il momento istituzionale della Assemblea, preceduto da un interessante intervento del Professor Alberto Meriggi (v. in calce).

Dopo un "salutare" ed abbondante pasto al Ristorante  "Moulin Rouge" di Pollenza, i Soci della Fondazione hanno visitato l'affascinante Abbazia di Rambona fatta edificare dalla Regina longobarda Ageltrude attorno al IX° secolo sull'area di un insediamento pagano probabilmente dedicato alla "Dea Bona" dalla quale deriverebbe il toponimo Rambona  (Ara Bona).

Di grande effetto e suggestione la Cripta risalente al XII° secolo ricca di 24 colonne e due pilastri, di diversa provenienza e foggia con interessanti capitelli variamente intagliati.

Le numerose figure scolpite tra cui aquile, leoni, pellicani e grifoni riportano al consueto confronto tra il simbolismo religioso cristiano e quello demoniaco.

In Photogallery - Eventi 2015 alcune foto della giornata assembleare.

 

Fondazione Federico Il Jesi - San Severino Marche, 22 febbraio 2015

Federico Il e l'identità delle Marche (Alberto Meriggi)

Saluto tutti voi e ringrazio la Fondazione per questa opportunità, soprattutto l'amico Mario Biondi perché, come egli stesso ha accennato, questa occasione è propizia per me per salutare la Fondazione nella quale, per una serie di motivi personali, non potrò più impegnarmi come accadeva fino a qualche anno fa.

Il fatto che ci troviamo a S. Severino, Comune di forte tradizione ghibellina, mi ha suggerito dl salutarvi riproponendo la risposta che io ho dato fin dal 1995, quando pubblicai questo libro, ad una domanda che da sempre e da più parti veniva, e viene ancora, evocata: quando si è formata in modo determinante l'identità di una Regione col nome al plurale come le Marche? I più cattivi ancora chiedono anche se una identità ce l'abbiamo! Ebbene nel tempo diversi sono stati i tentativi di risposta, a partire da coloro che hanno fatto iniziare la Marca, con una sua identità, nella metà del Trecento con la presa di questi territori da parte del cardinale Albornoz, Ma già i geografi umanisti del Quattrocento e del Rinascimento descrivevano una Marca ben delineata, asserendo che essa, fra le 18 Regioni italiane appariva la più caratterizzata sul piano naturale e sotto Il profilo sociale. Un romagnolo come Flavio Biondo la descriveva come la Regione che emergeva con una individualità più spiccata:

"Dal Foglia al Tronto, dal crinale appenninico al mare, regione omogenea nel suo dolce digradare dai monti al mare, relativamente isolata, con una forte tradizione di autonomia ereditata dal Medioevo". Ma a quale periodo del Medioevo si riferivano gli umanisti? Quell'età è durata dieci secoli!

Ebbene, la tesi che ho esposto in questo libro tende un po' a distinguersi rispetto a queste e a tutte le altre. Per me la risposta alla domanda su quando si sia formata l'identità della nostra Regione cl proietta indietro di più di un secolo rispetto all'Albornoz e chiama in causa l'età sveva, proprio quella di Federico Il, di Manfredi, di Corrado d'Antiochia, insomma il Duecento.

Per dimostrarlo io sono partito da un'altra mia convinzione, prendendo le mosse dalla considerazione per me sbagliata della storiografia tradizionale che si è occupata del Duecento marchigiano, la quale ha posto come principali forze operanti nelle Marche di quel secolo soltanto il Papato e l'impero, escludendo quella che per me è stata, invece, una terza forza molto attiva politicamente, socialmente ed economicamente, cioè i Comuni, i quali hanno avuto un ruolo attivo nella vita della Regione e non di riflesso, cioè non suggerito o imposto dal Papato o dall'Impero. I Comuni erano fortemente e consapevolmente attivi in quanto impegnati in una loro azione politica che aveva un fine preciso e consapevole, quello del raggiungimento della propria autonomia, quell'autonomia a cui faceva riferimento Flavio Biondo. Non dico l'indipendenza dall'autorità centrale, ma l'autonomia. E nello scontro tra Papato e Impero che caratterizzò tutto il Duecento, la maggior parte del Comuni delle Marche scelse Federico Il, l'imperatore Illuminato, iniziatore di una riforma profonda degli ordinamenti amministrativi e della cittadinanza. La stessa San Severino annovererà tra i suoi podestà Fildesmido da Mogliano, uno dei più convinti sostenitori dell'imperatore.

L'attività, o meglio l'attivismo, dei Comuni marchigiani certamente fu favorito da una politica papale, in quel secolo fortemente incerta, per non dire totalmente assente per questi territori. Basta pensare che in quel XllI secolo nessun pontefice transitò per la Marca. Dunque l'influenza del Papato nel formarsi della nostra identità non fu così determinante, come tante volte si pensa e si dice. lo sostengo, confortato da molti specialisti che hanno apprezzato la mia tesi, che l'identità delle Marche sta proprio in quella autonomia che si forgiò con la nascita del Comuni e con la loro simpatia verso la politica di Federico lI i cui punti forti erano: una ordinata amministrazione, la giustizia nello Stato e l'idea di un potere che si legittimava da sé perché derivato da Dio, senza la mediazione del papa. Una autonomia che si forgiò anche con lo sviluppo dei movimenti ereticali e francescani, con il culto della libertà che le diverse comunità locali concepivano in funzione della loro crescita e sviluppo, senza legarsi in modo definitivo a nessuna delle partite più generali che sì giocavano sopra le loro teste. Per i Comuni marchigiani Federico Il rappresentava il nuovo che avanzava e li ghibellinismo, come Ideologia, appariva più vicino alle loro aspettative, e per le forze più vive, quelle della borghesia cittadina, la scelta ghibellina significava terreno più favorevole per l loro commerci e per tutte te attività di mercato. Un conto era inserire la rete dei commerci comunali in una dimensione territoriale ampia quale poteva essere l'Impero, e ben altro era inserire la rete nel più ridotto Stato regionale pontificio.

Tutto questo lascerà un'impronta che condizionerà anche il successivo modo d'essere dello Stato pontificio in queste zone. Quella borghesie cittadina continuerà anche dopo, morto Federico Il, ad esigere dal papa libertà di commerci, franchigie ed esenzioni dalle tasse e molti Comuni marchigiani cercheranno addirittura dl favorire la potenza commerciale di Venezia, schierandosi dalla sua parte, contro Ancona.

Dunque, quel forte senso di autonomia accomunò tutte le Marche e spinse ogni Comune a pensarsi e a comportarsi come uno Stato, ad adottare statuti e a curare gli archivi, con la convinzione che li dentro stava conservando i propri atti di nascita, a rendere partecipata la cittadinanza da parte dei diversi ceti sociali e del contado, a non pensare la città come contrapposta alla campagna, cosa che ha contribuito non poco a disegnare quel paesaggio che è ancora una delle caratteristiche, forse la più evidente. dell'identità territoriale delle Marche. Certo l'identità pulviscolare e policentrica significò, e significa tuttora, eccesso di individualismo e dl campanilismo, fonti dl scontri perenni, dl instabilità e dl scarsa affidabilità. E va da sé che questo modo dl pensarsi e di fare ha impedito il più delle volte dì nutrire ambizioni più alte, di ampliare lo sguardo e di mancare l'appuntamento con scelte e opportunità importanti, per non dire storiche. Tuttavia non comprenderemmo la natura, lo spirito profondo dl questa nostra terra, se non vedessimo in questo suo particolarismo, non solo il grande attaccamento dì ciascuna comunità e di ciascun cittadino alle radici della propria città e territorio -una sorta di "patriottismo municipale" - ma anche il modo dl tutelare e garantire la crescita e quella che oggi chiamiamo "'qualità della vita" della comunità che si rappresenta. D'altra parte. se le Marche oggi sono una Regione economicamente evoluta, ma dove al contempo la qualità della vita è abbastanza alta, lo dobbiamo forse proprio a questo metro "municipalistico" e a misura d'uomo che ha guidato le scelte e l'agire di chi è stato nel secoli chiamato ad amministrare le realtà civiche di questa Regione. Ebbene, tutto questo. nel bene e nel male, è ancora presente nelle Marche dl oggi, come eredità di quel secolo della Marca Sveva che vide I primi vagiti della democrazia e la fine del feudalesimo.

Per questo le Marche, così come è universalmente riconosciuto per Regioni come la Bretagna, potrebbero essere ben più dì altre definite terra di libertà, elemento questo   di forte

caratterizzazione della identità marchigiana. Questa tesi è stata molto apprezzata dagli studiosi anche se ha in apparenza del paradosso, perché incentra un'identità marchigiana in un periodo dominato da un imperatore propugnatore dell'universalismo e nemico del particolarismo cittadino, ma anche, come molti sostengono, il primo Imperatore moderno.

Grazie

1 FEBBRAIO

Da tempo la Fondazione ha posto tra i propri obiettivi primari quello di creare rapporti stabili e duraturi con altre Associazioni e Fondazioni che perseguono fini analoghi, con lo scopo di creare un bacino di utenza maggiore e di offrire una offerta culturale più vasta ed articolata.

In tale ottica si è svolta domenica primo febbraio una giornata di "interscambio culturale" con la Associazione Laboratorio Culturale di Ancona.

La giornata si è articolata con una visita guidata, curata dal F.A.I. di Jesi, della Chiesa di San Marco, monumento di rara bellezza, risalente al XIII° secolo e , purtroppo poco conosciuto al grande pubblico.

La Chiesa ricostruita in forme gotiche su un preesistente edificio sacro, ospita al suo interno pregevoli affreschi trecenteschi di maestri riminesi e fabrianesi.

Dopo il pranzo, consumato nella seicentesca "Cantina Porticello", l'incontro è proseguito nella sede della Fondazione con gli interventi della Presidente del "Laboratorio ", professoressa Marina Turchetti e del Presidente della Fondazione Federico II Hohenstaufen dottor Fabio Costantini e della Vice Presidente della Fondazione dottoressa Franca Tacconi.

L'incontro si è concluso con la visita della Casa Museo  Colocci Vespucci, riaperta dal Comune di Jesi al pubblico nel 2013.

La Casa - Museo, con tutti gli arredi originari consente di comprendere la vita e l'ambiente della nobile famiglia jesina legata ai discendenti del navigatore fiorentino Amerigo Vespucci.

In Photogallery -Eventi 2015 alcune foto della manifestazione.

25 GENNAIO

Domenica 25 gennaio è stato presentato il Calendario 2015 della Fondazione.

Il calendario, tradizionalmente, anticipa quelli che saranno i temi dominanti del programma culturale della Fondazione nell'anno solare assumendo, pertanto, una particolare valenza.

Dopo un indirizzo di saluto del Presidente Fabio Costantini, la Direttrice del Centro Studi, Franca Tacconi ne  ha illustrato il contenuto costituito dalle più importanti battaglie del periodo Svevo alternate alle guerre del nostro tempo.

A corredo della manifestazione il giovanissimo Mattia Rugiano ha, con grande maestria, intrattenuto gli intervenuti con l'interpretazione al pianoforte di alcuni famosi brani musicali di Ludwig van Beethoven, Joann Sebastian Bach e Fryderych F. Chopin.

Il pomeriggio è stato completato con l'intervento di alcuni componenti della "Associazione di rievocazioni storiche Tabula Rasa" di Jesi che hanno mostrato ed illustrato con passione e competenza le fedeli riproduzioni delle armi e delle divise di militari Lanzichenecchi, napoleonici, dei moschettieri, dei volontari jesini del 1848, di soldati scozzesi della prima Guerra Mondiale e di Bersaglieri impegnati nello scenario nord-africano nella seconda Guerra Mondiale.

Assai interessante la apprezzata mostra di numerosi oggetti artisticamente decorati ed in parte ispirati al periodo medievale di Cristina Franco.

In Photogallery - Eventi 2015 le foto della manifestazione.

17 GENNAIO

Sabato 17 gennaio si è tenuto a Jesi, promosso dalla Fondazione presso l'Hotel Federico II, un importante incontro con lo scopo di promuovere collaborazioni continuative con altri organismi aventi finalità analoghe.

L'incontro che ha visto la presenza di un pubblico attento e numeroso, si è svolto alla presenza dell'Assessore alla Cultura del Comune di Jesi dottor Luca Butini e dell'Assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Gravina in Puglia Professor  Vito Loglisci e si è sviluppato nel pomeriggio con le relazioni:

-della Professoressa Anna Laura Trombetti Budriesi, professore ordinario di Storia Medievale presso laFacoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bologna e Direttore  del Dipartimento di Paleografia e Medievistica dell’Università di Bologna sui "Castelli federiciani: castra e loca solaciorum".

-del dottor Federico Ceschin, Vice Presidente A.V.E.F. (Associazione Europea Vie Francigene) su "La Via Francigena e gli Itinerari federiciani: due grandi opportunità".

- dell'Architetto Pietro Masciandaro sul restauro del Castello di Gravina con la proiezione di una ricostruzione virtuale dello stesso.

Ad "alleggerire" lo spessore delle relazioni, dopo i saluti di rito del Presidente della Fondazione Federico II Hohenstaufen di Jesi dottor Fabio Costantini, degli Assessori alla cultura di Jesi dottor Luca Butini e di Gravina in Puglia professor Vito Loglisci , del Presidente della Sezione dell'Archeoclub di Gravina in Puglia avvocato Innocente Cataldi, del Presidente della "Associazione Nudinae " di Gravina e del dottor Mario Bardi Presidente della "Fondazione Ettore Pomarici Santomasi" di Gravina, il complesso cabarettistico degli Onafifetti ha rappresentato una simpaticissima parodia della nascita di Federico II.

Al termine delle relazioni si è svolta una cena con "cucina medievale" che ha richiesto agli ospiti un certo spirito di "adattamento" a sapori e contenuti non proprio attuali.

La cena è stata allietata da vari intermezzi:

- una illustrazione dei più comuni rimedi  della medicina salernitana nell'epoca di Federico II svolta dal dottor Roberto Magnani nelle vesti del medico  di Federico II, Adamo da Cremona.

-una esibizione di "Danza del ventre" effettuata dalla brava artista Wendy Beni.

-una rappresentazione delle tecniche di combattimento nei duelli all'arma bianca in epoca medievale posta in atto dai soci della Associazione "Brigata Montebovi" di Ostra.


Per gli appassionati della "cucina d'epoca" si trascrive il menù della cena:

 

Menù 17 gennaio 2015

 

Hotel Federico II Jesi

 

 

Insalata de Pomario (frutta)

Zanzarelli (vedere ricetta)

Gnocchi dell’Imperatore (vedere ricetta)

Cardamomo per refrigerio de ore

INTERMEZZO: il medico di Federico II Adamo da CremonaDr. Roberto Magnani

Frittelle dell’Imperatore Magnifici (vedere ricetta)

Bianco mangiare (vedere ricetta)

INTERMEZZO: Federico II e la cultura araba Danza del Ventre conl’artista Wendy Beni

Ambrogino di pollo (vedere ricetta)

Degli atreplici (erbe ripassate)

Diriola (vedere ricetta)

Cotognata (vedere ricetta)

Anice stellato

Ippocrasso (vedere ricetta)

INTERMEZZO: Scherma storica Associazione Brigata Montebovi Ostra

Ivan Muscellini, Andrea Barchiesi, Enrico Pierini.

In Photogallery - Eventi 2015 - le immagini della manifestazione