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Presidente

Dr. Paolo Mariani

Vicepresidente e Direttrice del Centro Studi

Dr.ssa Franca Tacconi

Funzionaria

Dr.ssa Lucia Ceppi


La Fondazione Federico II Hohenstaufen Jesi Onlus nasce dal Comitato Italo Germanico per l'erezione a Jesi di un monumento a Federico II,  costituito dall’Avv. Gino Borgiani, avvocato e laureato in storia e filosofia ed appassionato studioso di Federico II, che aveva notato come Jesi non avesse saputo sfruttare convenientemente la fortunata circostanza di aver dato i natali  a tanto personaggio e come non esistesse nella città altro segno della presenza di Federico II se non una lapide nella piazza dove nacque, a lui intestata. Il Comitato ha  operato fin dal 1986 ed è stato poi assorbito dalla Fondazione, creata nel 1988 da 69 soci fondatori e, praticamente, si è estinto con la realizzazione del monumento a Federico II. La Fondazione, ente morale culturale senza fini di  lucro con personalità giuridica (Decreto del Presidente della Regione Marche 19.09.1988), già iscritta al n. 304  del soppresso Registro delle  persone giuridiche del Tribunale di Ancona e attualmente al n. 4 del Registro delle persone giuridiche della Regione Marche, è iscritta all’Elenco delle istituzioni culturali di rilievo della Regione Marche e dal 28 dicembre del 2000 alla  Categoria 9 delle Onlus. Ha sede a Jesi, dal maggio 2016, in Piazza Colocci 4 presso Palazzo Bisaccioni. Ha punti di riferimento in Germania (Göppingen, Berlino, Saarlouis,  ed  altre città) e, in Italia, oltre che nelle Marche, a  Roma, in Sicilia, Calabria, Puglia, Basilicata, Campania, Emilia, Toscana, Lombardia, Piemonte e Trentino Alto Adige. La Fondazione, attraverso il secondo Presidente, il Dr. Vittorio Borgiani (fratello dell’Avv. Gino Borgiani e Segretario Generale della Regione Marche), e diversi parlamentari jesini, a tempo debito, avanzò una proposta di legge per le celebrazioni dell’ottocentenario della nascita di Federico II, il cui testo fu quasi integralmente accolto. Fu anche l’unico ente di natura privata ad essere cooptato nel Comitato nazionale per le celebrazioni federiciane fin dalla sua prima seduta. Alla conclusione delle celebrazioni jesine dell’ottocentenario la Fondazione partecipò con ben tre manifestazioni su quattro: l’inaugurazione del monumento a Federico II, il I Premio internazionale Federico II 1995 e l’esecuzione in prima mondiale del poema lirico – sinfonico Il Segreto del Tempio. Il monumento in bronzo, di oltre quattro metri di altezza, opera degli scultori Benedetto Robazza di Roma, Hermann Schwahn di Göppingen e Massimo Ippoliti di Jesi, costò alla Fondazione oltre 150 milioni di lire, spesa che assorbì praticamente il patrimonio iniziale della Fondazione, che ora si ricostituisce di anno in anno. Il monumento di Federico II, dopo lunga diatriba, e dopo essere stato oltre 23 anni fuori Porta Bersaglieri, dal 22 settembre 2018 si trova finalmente in Piazza Federico II nella corte di Palazzo Ghislieri sede del Museo Federico II Stupor Mundi. Il Dal 1996, anno d’insediamento della prima Assemblea dei Fondatori e dall’approvazione delle prime modifiche dello Statuto, la Fondazione, da chiusa, si è trasformata in Fondazione aperta e l’Assemblea, ogni anno, coopta nel suo seno i nuovi soci nelle varie categorie. La Fondazione, a base volontaristica, conta attualmente più di 400 soci, molti dei quali fuori dell'ambito  regionale e all'estero, e vive  con  il   loro contributo, con quello annuale della  Regione Marche e  del Ministero dei Beni Culturali, con le sovvenzioni di  enti pubblici e privati, con i proventi derivanti dalle proprie attività che in parte si auto finanziano e da sponsorizzazioni e devoluzioni. Ogni anno viene attuata una Campagna Soci volta ad ampliare la base associativa e, con essa, le possibilità di incrementare  la  propria attività istituzionale. L’attività scientifica della Fondazione fa capo al Centro Studi Federiciani di cui è in avanzato corso il potenziamento e l’adeguamento delle strutture alle più moderne esigenze e alle più sofisticate tecniche informatiche, e si estrinseca essenzialmente in convegni, conferenze, tavole rotonde, mostre e manifestazioni varie (concerti, presentazioni di libri, letture teatrali ed a più voci nelle scuole e nei club di service. ecc.) e nella pubblicazione delle TABULAE. Relatori prestigiosi si sono succeduti in questi anni a Jesi, ad Ancona ed anche in altre parti d’Italia e di Germania, trattando temi riguardanti il Medioevo, la figura di Federico II e la sua multiforme attività politica, sociale e culturale nel contesto del suo tempo. Temi e relazioni che hanno trovato puntuale e pronto riscontro nelle TABULAE, che sono giunte al n. 50 e che costituiscono lo strumento della loro esteriorizzazione.  L’alta qualificazione dei relatori e dei collaboratori ordinari delle TABULAE, l’attualità e la novità dei temi trattati e la  loro stessa veste editoriale, hanno dato e danno a queste nostre pubblicazioni un peso sempre maggiore, tanto che ora vengono richieste dalle biblioteche delle università, degli istituti specializzati e sono spesso citate nelle più recenti pubblicazioni su Federico II. Tra le nostre pubblicazioni ne ricordiamo alcune monotematiche che hanno riscosso  favorevoli apprezzamenti. In particolare, la prima, del 1988, Per l’Europa a Federico IIArte federiciana di Alvise Cherubini (1995), Federico II a Casamari di Mario Bernabò Silorata (1995) e Kyffhäuser, la montagna incantata di Ezio Maria  Carbonari (1995).  E, poi, Invito alle Marche di Franco Brinati, uscito in due  numeri delle TABULAE (1998 e 2001) ed in varie edizioni speciali destinate al pubblico e ad enti interessati, e Il Convito dell’Imperatore di Maria Anna Causati Vanni (2003), uscito nel n. 30 delle TABULAE ed in diverse edizioni destinate a vari enti interessati ed al pubblico. Purtroppo per motivi economici dal 2016 la stampa della rivista è ferma. Nel 2018 trascorsi i 7 anni come da Statuto, il dr. Fabio Costantini ha lasciato la presidenza al dr. Paolo Mariani. Fabio Costantini, terzo presidente della Fondazione, è stato Commissario Straordinario nei comuni di Corinaldo, Fabriano, Falconara Marittima e Senigallia successivamente Vice Prefetto Vicario a Palermo poi Prefetto di Nuoro, Foggia e Novara. Ha avuto non solo una lunga esperienza nei governi locali, ma anche una grande familiarità in campo internazionale. L’alta stima conseguita in campo professionale che lo ha visto anche dopo il pensionamento in più sedi per risolvere difficili  realtà istituzionali, si è riverberato nel suo ruolo di presidente della Fondazione. La sua esperienza e la sua capacità sono riuscite a far raggiungere il trentennale, rafforzando sempre di più la positiva immagine in campo nazionale e internazionale.