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Il MONUMENTO
L’idea di erigere un monumento a Federico II è nata da una semplice constatazione.
Nella Città Natale del grande Imperatore svevo non esisteva un’opera pubblica che lo ricordasse ad eccezione del grande sipario al Teatro Pergolesi, realizzato nel1850 dall’Artista Luigi Mancini per conto dei Condomini del Teatro, all’epoca denominato della Concordia.
Partendo da tale constatazione e dalla esigenza di ricordare la figura e l’opera dell’Imperatore che aveva definito Jesi come la sua “Betlemme”, l’Avv. Gino Borgiani dette vita ad un Comitato Italo – Germanico per l’erezione nella Città di Jesi di un monumento celebrativo non solo della figura storica di Federico II, ma anche del messaggio culturale, sociale e politico di cui è stato portatore.
Purtroppo l’avvocato Gino Borgiani che, nel frattempo, aveva dato vita alla Fondazione Federico II, non potè assistere, per la Sua prematura scomparsa, alla inaugurazione del monumento avvenuta il 9 dicembre 1995 a chiusura delle celebrazioni jesine dell’VIII centenario della nascita di Federico II.


DESCRIZIONE DEL MONUMENTO
L’Imperatore, il cui viso è stato ricostruito dal prof. Dott. Helmut Buschausen e dal prof. Dott. Johann Szilvassy dell’Università di Vienna, è raffigurato con la barba ed una folta chioma, nel pieno della Sua maturità, con la tunica e la stola tipiche degli Imperatori Romani d’Oriente. Dalle spalle discende il manto regale, già del nonno Ruggero II il Normanno.
Ha lo scettro del sacro Romano Impero nella mano sinistra e con la destra tiene le “Costitutiones”. Accovacciato sul fianco sinistro è scolpito un leopardo, animale che Egli soleva portare a guinzaglio e che figura in tre esemplari nell’ultimo stemma imperiale dopo le nozze con Isabella d’Inghilterra.
La statua poggia su un quadrato incluso tra due ottagoni. Sul lato anteriore del quadrato un bassorilievo in bronzo raffigura Castel del Monte con al centro Federico II a cavallo tra soldati crociati e dignitari arabi che gli offrono dei doni a simboleggiare la raggiunta fraternizzazione tra musulmani e cristiani.
Sul lato posteriore è raffigurata, in bassorilievo, l’Aquila imperiale federiciana.
Sugli altri due lati, due pannelli di bronzo a modello di pergamena contengono, l’uno, la dedica all’Imperatore, con tutti i suoi titoli e con gli appellativi che Manfredi gli attribuì comunicandone la morte al fratello Corrado; l’altro, la indicazione degli Enti che hanno partecipato alla realizzazione del monumento.
La parte in bronzo sviluppa una altezza di quattro metri e dieci centimetri e poggia su un basamento di marmo di circa venti centimetri di altezza.
Il peso dell’intero monumento è di quindici quintali circa.
Il monumento è opera della collaborazione di due grandi scultori, entrambi di fama internazionale: il M° Benedetto Robazza di Roma e il M° Hermann Schwahn, autori di due bozzetti originali.
Ha collaborato con loro ed in particolare con il M° Robazza allo sviluppo del bozzetto ed alle rifiniture finali del monumento il Prof. Massimo Ippoliti di Jesi.
Gli Artisti hanno prestato la loro opera per un compenso simbolico.

 


TESTI CONTENUTI NEI DUE PANNELLI LATERALI (A MODELLO DI PERGAMENA)


A SINISTRA

A FEDERICO II DI HOHENSTAUFEN
IMPERATORE DEL SACRO ROMANO IMPERO,
RE DEI ROMANI, D’ITALIA, DI GERMANIA, DI SICILIA,
DI GERUSALEMME E DI ARLES
SOL MUNDI QUI LUCEBAT IN GENTIBUS,
SOL JUSTITIAE, AUCTOR PACIS
LA CITTA’ DI JESI
SUA BETLEMME
NELL’OTTOCENTENARIO DELLA NASCITA

A DESTRA

IL COMITATO ITALO-GERMANICO PER IL MONUMENTO E
LA FONDAZIONE FEDERICO II DI HOHENSTAUFEN DI JESI
PROMOTORE L’AVV. GINO BORGIANI PRIMO PRESIDENTE
LA GESELLSCHAFT FUR STAFISCHEN GESCHICTE IN GOPPINGEN
IL COMITATO REGIONALE PER LE CELEBRAZIONI FEDERICIANE
IL COMUNE E LA CITTA’ DI JESI


GLI AUTORI DEL MONUMENTO
CENNI BIOGRAFICI E SULLA ATTIVITA’ ARTISTICA


M° HERMANN  SCHWAHN
Nato in Heidenheim/Brenz ,ha studiato presso l’Accademia di Stoccarda.
Stabilitosi a Goppingen Hohenstaufen ha trascorso lunghi periodi ad Asciano in provincia di Siena.
Ha partecipato a numerose ed importanti manifestazioni artistiche realizzando sculture, tra l’altro a Bonn, Berlino, Roma,Vienna, Siena, Asciano, Monaco ecc..
Tra le tante sue opere, “Schule an der Manzostrasse” (Nagelfluch) a Monaco di Baviera e “Storchenbrunnen (bronzo) a Goppingen.


M° BENEDETTO ROBAZZA
E’ nato il  2 marzo 1934 a Roma alla Consolazione, un piccolo rione, al centro della Città.
Temprato duramente dagli avvenimenti bellici e post-bellici, dopo aver raggiunto faticosamente una certa tranquillità economica si avvicina alla attività artistica, Sua naturale vocazione.
Artista poliedrico, di fama mondiale, ha lavorato anche a New York, a Tokyo ed a Roma ove ha un proprio studio.
Tra le sue opere più rappresentative: le grandi statue di Luther King e di Rodolfo Valentino (U.S.A.),i busti di
De Gasperi, di Aldo Moro, del Gen. Dalla Chiesa, del Presidente Reagan, del Presidente Pertini, del Pontefice Giovanni Paolo II, del Cancelliere tedesco Franz Josef Strauss.
Suo è anche un busto del Presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan, collocato alla Casa Bianca nella Sala Roosvelt, ove nel 1906 il Presidente Teodoro Roosvelt ricevette il Premio Nobel per la Pace Di rilievo una serie di grandi pannelli marmorei illustranti l’Inferno di Dante Alighieri,  una “Via Crucis” per il Santuario di Quintiliolo di Tivoli, un Cristo per la Cattedrale di Altamura ed un grandioso altorilievo raffigurante l’Apocalisse.
Numerose altre Sue opere sono presenti in Italia e nel Mondo.


PROF. MASSIMO IPPOLITI (www.massimoippoliti.it)

Nasce a Santa Maria Nuova nel 1960. Nel 1979 si diploma all'Istituto d'Arte di Ancona nella sezione formatura stucchi e fonderia artistica.
Consegue poi il Diploma in scultura all'Accademia di Belle Arti di Macerata discutendo una tesi sulle architetture rurali nella Vallesina (1983). Partecipa a diverse rassegne lavorando come scultore e nel 1987 viene incaricato dal Governo di San Marino di realizzare un monumento al Santo dello Stato inaugurato a Detroit per l’Anniversario dei primi sanmarinesi emigrati oltre oceano. Dal 1987 svolge anche attività' di restauratore di opere in gesso, marmo e terracotta. Nel 1988 realizza il monumento ai martiri XX Giugno per la Citta' di Jesi. Nel 1989 inaugura il plastico dell'Anfiteatro Romano di Ancona commissionato dalla Soprintendenza Archeologica delle Marche. Per la Gipsoteca dell' Istituto Statale d'Arte di Urbino ricostruisce la copia in gesso dell'Antino Albani (originale ai Musei Capitolini). Nel 1994 restaura un busto di Giovanni Santi (Casa Raffaello ad Urbino) e riproduce una Madonna della Scuola del Patanazzi. Nel 1995 contribuisce alla realizzazione del monumento bronzeo collocato a Jesi dedicato a Federico II di Svevia, su progetto dello scultore Robazzi. E' titolare della cattedra di discipline plastiche all'Istituto Statale d'Arte di Ancona.
Ha partecipato a numerose mostre collettive e sue opere si trovano presso la Caserma Puccini di Ancona, il Teatro Pergolesi di Jesi, la Guardia di Finanza, la Chiesa di San Sebastiano a Jesi, a Ortona e presso lo Stato Maggiore dell'Esercito a Roma, la Fondazione Darini Francesco a Jesi , a Detroit (USA) e New York.

 

Alcune fasi della costruzione del monumento a Federico II